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Come dimagrire soffrendo di ipotiroidismo

Per quanto detto sinora, nonostante l'utilizzo di integratori ricchi di iodio sia particolarmente utile nei casi di ridotto apporto alimentare, quando l'ipotiroidismo NON ha un'origine dietetica, è bene evitare qualsiasi supplementazione specifica, dato che un eccesso di iodio potrebbe addirittura far precipitare la condizione.L'apporto del minerale può essere aumentato anche attraverso la semplice dieta, semplicemente scegliendo alimenti ricchi di iodio, come pesce di mare, alghe marine, molluschi e sale marino integrale.Tali cibi, detti gozzigeni, andrebbero pertanto consumati con moderazione, ma solo in caso di ipotiroidismo da carenza iodica.Esistono poi dei particolari alimenti (come cavoli, broccoli, cavolfiori, soia, semi di lino, rape, ravanelli, miglio e tapioca) che - specie se consumati crudi - aumentano notevolmente il fabbisogno di iodio, perturbandone il metabolismo.Altrettanto spesso, l'ipotiroidismo ha un'origine autoimmune, perché legata ad alterazioni del sistema immunitario (vedi tiroidite di Hashimoto); più raramente, invece, la tiroide non funziona a causa dell'inefficace stimolazione ipotalamica, o per una sua assenza congenita.Si stima che una donna su otto sviluppi un'affezione della tiroide nel corso della vita e la più frequente di queste è la tiroidite di Hashimoto, un disturbo di tipo autoimmune, in cui il sistema immunitario attacca tessuti dell'organismo stesso, in questo caso, appunto, quelli della tiroide.Compaiono allora sintomi come stanchezza, debolezza, mancanza di concentrazione, cali di memoria, sonnolenza diurna, ipersonnia (il bisogno di dormire più ore del normale), freddolosità, depressione, irritabilità, secchezza della pelle, caduta dei capelli, stitichezza, dolori muscoloscheletrici, calo del desiderio sessuale, alterazioni del ciclo mestruale, ingrassamento (perché il metabolismo rallenta e il corpo brucia meno calorie).Un'alimentazione antinfiammatoria è di grande aiuto nella tiroidite autoimmune di Hashimoto, una malattia che causa un calo degli ormoni tiroidei, con ricadute su tutti gli organi del corpo.Quest'azione provoca un danno progressivo alla tiroide e altera la produzione di ormoni tiroidei, nel senso di una loro diminuzione (ipotiroidismo).Tra gli integratori più utilizzati per stimolare la funzionalità della tiroide in soggetti sani rientrano i guggulsteroni e la forskolina.

Una specifica supplementazione offre comunque il vantaggio di essere standardizzata nelle dosi, obiettivo assai difficile da raggiungere con la comune alimentazione.La tiroide è una piccola ghiandola a forma di farfalla situata nel collo.Il ruolo fondamentale dello iodio nel promuovere la corretta funzionalità tiroidea, e la grande diffusione del disturbo, fanno sì che molte persone affette da ipotiroidismo si chiedano se esiste una dieta efficace per trattare questa loro condizione.Per questo motivo, quando si parla di dieta ed ipotiroidismo è necessario evitare di generalizzare: Sotto controllo medico, questa pratica può avere una certa utilità soltanto in quei casi in cui l'ipotiroidismo è sostenuto da carenze alimentari, oggi più rare rispetto al passato per la diffusa pratica di aggiungere iodio nel sale comune.Gli ormoni che produce svolgono un ruolo fondamentale nel governare il metabolismo corporeo e il funzionamento di organi importanti, tra cui innanzitutto cervello, cuore, fegato, reni e pelle.

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